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IL TUO RITORNO

Aiutaci e guidaci,
donaci la Tua pace,
Figlio dell'eterno Padre.
Umiliaci, affinché i Tuoi occhi, re del cielo,
possano guardarci dall'alto.
O amatissimo Figlio del Padre nostro
non permettere che le moltitudini siano annientate
che gli uomini muoiano per la corruzione,
accelera la Tua opera, o Santo del Padre,
e affretta il Tuo ritorno.
Tu che sei la delizia del Padre,
non permettere più al mondo di sfidare la gloriosa presenza del Tuo Santo Spirito;
i miei occhi sono rivolti a Te, o Signore,
e il mio cuore trova rifugio
nel Tuo Sacro Cuore
per ottenere la pace e l'amore;
non abbandonarmi senza difesa!
Amen.

Preghiera scritta da Vassula il 23 agosto 1992


Seguono alcuni messaggi tratti dai libri stampati in Italia dalle Edizioni Dehoniane di Roma (si possono ordinare anche via e-mail, visitate il loro sito premendo qui)



LA MIA E' UNA LEGGE DI AMORE

- La Pace sia con te. Quando ti senti debole, vieni a Me ed Io ti darò la Forza. Vassula, sai perché ti ho scelta?
- No, non lo so, Gesù.
- Allora te lo dirò. Ti ho scelta perché sei debole e di molto la più miserabile di tutte le creature che Io conosco. La miseria Mi attira perché Io posso consolarla. Tu sei debole ed incapace, incapace pure di conoscere bene una sola lingua.
- Signore, se sono così maldestra, perché mi hai scelta per farmi ricevere questi messaggi?
- Non te l'ho già detto? I fanciulli sono la Mia debolezza perché si lasciano formare da Me. Ti ho scelta per manifestare il Mio Amore attraverso di te: un fiore fragile, incapace di crescere da solo, un fiore che ho trovato in mezzo al deserto e che ho preso e trapiantato nel Mio Giardino di delizie, per farlo crescere sotto la Mia Luce. Tutto ciò che ti chedo è l'amore. AmaMi e siiMi fedele. Da te voglio la fedeltà. Voglio che ogni goccia d'amore del tuo cuore venga a riempire il Mio Cuore. Ho sete d'amore poiché Io sono il Maestro dell'Amore. Allora, tutto ciò che ti chiedo, è di amarci. Quando ami qualcuno, non bruci dal desiderio di essere con lui ad ogni istante della tua vita?
- Sì, è vero.

- Credevo che Tu preferissi essere con le anime religiose che Ti rendono sempre felice.
- Vassula, amo le Mie anime consacrate, i Miei preti e le Mie suore, quanto tutti gli altri Miei figli. Amo tutti e pure i peccatori e quelli che Mi perseguitano. Vassula, avvicino ognuno, senza guardare chi è e quali sono le conoscenze acquisite nel corso della sua vita. Posso risuscitare i morti col Mio potere. Ti dò la Mia Forza perché tu possa incontrarMi in questo modo, poiché sono il Signore e, più piccola sei, più facilmente Io posso agire. Sai molto bene che sono sufficiente a Me Stesso. La tua insufficienza glorificherà la Mia pienezza, la tua miseria non conta ai Miei Occhi; abbandonati a Me e lascia che le Mie Mani ti formino. Non ho scelto alcuno con autorità, perché la Mia Autorità è sufficiente a se stessa. Il Mio richiamo di Pace e d'Amore verrà attraverso di te per rivelare la Mia Misericordia a tutta l'umanità. Mi manifesterò attraverso di te. Ai Miei figli non chiedo niente che non abbiano già. Se hanno solo errori e peccati, che Me li diano ed Io li purificherò, li allevierò, perdonerò loro, non li biasimerò, li amerò solamente. Amo tutti quelli che soccombono e vengono a Me chiedendo perdono, li amo maggiormente. Non li respingerò mai, dovessero soccombere migliaia di volte, sarò accanto a loro per perdonarli e lavare i loro peccati nel Mio Sangue. Non Mi stancherò mai di perdonarli, poiché Io sono un Dio d'Amore e di Misericordia, pieno di pietà per il debole. Il Mio Cuore è santo e un abisso di perdono. Ora smetti di scrivere, figlia Mia. Ti amo. Abbi fiducia in Me, Vassula, e tutto ciò che ho da dire sarà scritto.



IO SONO GESU' E GESU' SIGNIFICA SALVATORE

- Signore Onnipotente, preservaci dal cadere nell'errore perché esso è devastante per nazioni intere. E' sufficiente un solo errore commesso, come al Principio.
- Sì, Vassula, temi questo Flagello, poiché l'Errore è un Flagello contagioso.
- Mio Dio, ho letto da qualche parte che se la Chiesa è riluttante ad accogliere rivelazioni private, è perché tutto quello che si deve conoscere è già scritto nella Bibbia. Temono di cadere in errore....
- Vassula, quando vedo la Mia Creazione sul punto di cadere nelle insidie del Mio nemico, credi che Mi limiti semplicemente a guardarla senza accorrere in suo soccorso? Ricordi quando ho guarito l'idropico un giorno di sabato? Che cosa avevo chiesto ai Farisei?
- Signore, devo consultare la Bibbia.
- Allora, prendi la Mia Parola.

L'ho fatto e ho cercato quel brano.

- Si, figlia Mia, ho chiesto: «E' lecito o no curare di sabato?» Essi non hanno risposto. Ho proseguito: «Chi di voi, se un asino o un bue gli cade nel pozzo, non lo tirerà subito fuori in giorno di sabato?» (Lc 14,2-5). Ed anche oggi non saprebbero trovare risposta. Pongo ora la domanda a coloro che non accettano questa rivelazione: E' contrario alla Mia Legge, nella vostra era, salvare la Mia creazione dalla caduta con le Mie Opere di Provvidenza attuali? Vassula, Io sono Gesù e Gesù significa Salvatore.
- Signore, dillo loro, rammenta loro tutte queste cose Signore.
- Diletta, essi hanno incoronato il Mio Cuore con una corona di spine, il Mio Sacro Cuore sanguina.
- Gesù, ne sono coscienti?
- Andrò alla loro porta, silenziosamente e, senza bussare, entrerò nella loro casa e mostrerò loro il Mio Sacro Cuore. Chi sarà sincero rinoscerà il proprio Errore. Vieni, figlia Mia. Vuoi?
- Sì, Signore, uniti.



UNITEVI! SIATE UNA COSA SOLA.

(Messaggio per la riunione di preghiera del 18 agosto nella cappella cattolica di Caux, Svizzera).

E' pronto il vostro cuore, oggi, a ricevermi? La vostra bocca è pronta a parlare e riconoscere il Mio Spirito di grazia che in questi giorni verso su di voi? I vostri occhi vogliono vedere? Le vostre orecchie sono pronte a riconoscere i Miei richiami d'amore? Il vostro cuore vuole aprirsi e riconoscere le Mie grazie di oggi? I vostri piedi sono pronti a camminare per venire a prosternarvi nell'ora di adorazione, come sono venuti i primi pastori ad adorarmi nella Mia natività, glorificandomi? Siete preparati a glorificarmi questa volta col vostro cuore, a mostrare al Mio gregge l'amore e la fedeltà per Me? Pretendete d'essere vivi e non morti, allora com'è che non odo alcuna voce da parte vostra? Com'è che non odo alcuna benedizione?
Io sono colui che rimprovera e corregge tutti coloro che amo. Venite e pentitevi. Oggi, riempite il Mio Sacro Cuore di gioia, posate gli occhi su di Me, vostro Pastore, per non errare più senza scopo in questo deserto.
Sono presente per guidare i vostri passi sulla strada della pace, dell'amore dell'unità. Allora Io vi imploro di prendere la chiave del Mio regno e di utilizzarla. La chiave del Mio regno è l'AMORE, l'Amore in tutta la Sua gloria. L'amore e l'umiltà saranno l'altra chiave, quella per l'UNITA'. Prendete queste chiavi e utilizzatele, servitevene, Miei diletti, e siate una cosa sola, siate un santo popolo.
Io benedico ciascuno di voi, lasciando il Mio sospiro d'amore sulla vostra fronte.



VENITE, ASCOLTATE IL VOSTRO DIO.

(Messaggio della nostra Madre benedetta).

- Figli benedetti, il vostro cuore sia come un giardino gradito al Signore, un posto di riposo per il vostro Re. Permettetegli di entrare nel vostro cuore, così anche quando lo trova arido e desolato, Egli lo possa trasformare in un giardino di delizie. Permettetegli di soffiare sul vostro cuore per farlo rivivere; il Suo alito è una delle più soavi fragranze; e poi, Miei piccoli, con il Suo sangue, come la rugiada mattutina, Egli laverà le vostre macchie per rendervi perfetti. Ah... come vi amo ...! Venite ad ascoltare il vostro Dio, la Sua conversazione è la dolcezza stessa, la compassione nella sua pienezza. Pregate, Miei diletti, pregate senza sosta; la risposta ai vostri problemi può essere trovata nella preghiera costante. Sia questa la vostra arma pregate col cuore, dialogate in questo modo col vostro Dio.
Satana fugge sempre ogni volta che invocate Dio con amore; così oggi, domani e sempre, Io vi dirò: pregate, pregate, pregate. Il Mio amore per voi è grande; non permettete a Satana di tentarvi perché Mi cancellate dalla vostra vista. State in guardia.
Io, la vostra Santa Madre, vi benedico tutti.



AMATE LA MIA CHIESA.

Io vi dico: «Amate la Mia Chiesa come Io la amo e, come Io Mi sono sacrificato per la Mia Chiesa per farla interamente santa, così anche voi, Miei preti, sacrificatevi per Lei; imitateMi!».
Io vi dico tutto questo e so che le Mie pecore che Mi appartengono ascolteranno la Mia voce e non Mi verranno mai meno. Mi rivolgo a voi oggi per dirvi dall'intimo del Mio cuore le stesse parole amareggiate che ho proferito all'Ultima Cena in mezzo ai Miei discepoli: qualcuno che condivide la Mia tavola si ribella contro di Me, ve lo dico fin d'ora, prima che accada, perché quando sarà avvenuto, crediate che sono Io Colui che oggi vi parla.



LE VOSTRE PREGHIERE SONO POTENTI.

Dal tempo in cui è apparso questo messaggio, Io non ho mai smesso di gridarvi di ritornare a Me e di cambiare la vostra vita. Vi avevo chiesto e emendarvi, di pentirvi e di essere vigili nella preghiera; vi avevo chiesto incenso, incenso dal vostro cuore.
Oh! Se soltanto sapeste quanto potenti e di quale splendore possono essere le vostre preghiere se giungono dal cuore!
Le vostre preghiere possono distruggere ogni potere maligno di questo mondo; possono estirpare il male e spezzare le dieci corna che ora divorano la terra insieme ai Miei figli. Le vostre preghiere possono sconfiggere le forze del male, sebbene queste forze siano potenti; il vostro incenso può purificare questo mondo.
Io vi dico: non concedetevi alcun riposo per non essere messi alla prova; siate vigilanti come mai prima d'ora.
Io non vi abbandonerò; Io sono con tutti voi; Io sono con voi per darvi forza affinché non vi manchi il respiro; Io sono con voi, Mie pianticelle, e sono solamente in attesa di essere misericordioso verso di voi e trapiantarvi nel Mio giardino di delizie.



LA CASA DELL'EST E QUELLA DELL'OVEST.

Ah! Figlia mia, prega perché la casa dell'Est e quella dell'Ovest si riuniscano come due mani quando sono unite nella preghiera, come due mani simili e piene di bellezza quando sono unite verso il Cielo quando sono in preghiera. Che queste due mani, appartenenti allo stesso corpo, operino insieme e partecipino le une le altre la loro capacità e le loro risorse...
Che assieme queste due mani Mi elevino ...Ah! Quando queste due mani del mio Corpo Mi eleveranno sopra l'Altare, tenendomi assieme? Oh! Venite! Io non voglio lunghi discorsi. Chi vuole essere il primo e il migliore tra di voi deve essere lo schiavo di tutti. Io sono qui! Preoccupatevi di voi stessi! Ci sono nel mio Cuore tesori infiniti. Così non dite: «Dove, dove posso trovare le mie risposte?» Rivestitevi di questo tesoro del mio Cuore e riporterete assieme quelli che sono fuorviati e Io regnerò su tutti loro e voi consacrerete il mio tesoro del mio Sacro Cuore al mondo intero.



LA DONNA VESTITA DI SOLE.

Io ti dirò chi Mi ha vestito di Sole, con la luna sotto i suoi piedi, con dodici stelle sul suo capo come corona. Perché Io che ho fatto il cielo e tutto quanto è in esso, la terra con tutto quanto contiene e il mare e tutto ciò che racchiude, Io L'ho collocata al di sopra di tutte queste cose. La Regina del cielo è sempre alla presenza del Trono dell'Altissimo. La grandezza del suo Nome non è minore dell'altezza del cielo sopra la terra; il suo Nome è avvolto in una veste di luce. Che il mondo intero pieghi le sue ginocchia davanti a Lei che porta il Sacro Nome di
Madre di Dio.
Nel suo seno Immacolato, Ella Mi ha glorificato ricevendo Me, l'Agnello senza macchia, formando un Santuario per il Santuario.
Vieni a cantare un nuovo cantico in suo onore. Che tutto ciò che vive sulla terra riverisca il suo Cuore Immacolato, l'Altare nel quale io fui concepito e dove Io divenni anche Uomo Dio. Nessuno Mi ha glorificato quanto la Donna vestita di sole. Sì! Essa è così splendidamente magnifica nel suo perfetto Amore che le isole, le montagne, le colline, le valli e le sorgenti si chinano tutte profondamente quando Essa passa accanto a loro. E oggi, come ieri, qundo il più bell'Amore passa sulla terra, scortato dai miei angeli, - i cui occhi non cessano mai di ammirare l'Ammirabile, la più santa di tutte le vergini, meraviglia della Bellezza del Capolavoro del Padre mio - quando Ella passa sulla terra, interviene amorosamente e risponde alle vostre suppliche.



Un commento di Padre A.M. Gentili e dell'Abate
René Laurentin sulla missione di Vassula


Che cosa mi spinge a leggere il libro che ho fra mano? O, in altri termini, con che stato d'animo affronto queste pagine in chiaro scuro? Le disposizioni preliminari sono decisive, perché ci troviamo di fronte a un testo che vorrebbe costituire "un cantico continuo per le orecchie di quanti lo vogliono ascoltare". È stato detto che "la lettura degli scritti di Vassula richiede un'anima mistica" e, anche se ormai viaggiano in venticinque lingue, lo sprovveduto lettore potrebbe non ritrovarci la sua... e risentirsene.
L'autocoscienza che Vassula ha dell'immane fatica di scrittrice (ha raggiunto punte di 7/9 ore al giorno china, anzi in ginocchio, sui suoi 87 quaderni, o meglio il doppio se a quelli "pubblici" aggiungiamo quelli "privati") è molto netta. Presunzione o ingenuità che sia, l'Autore degli otto volumi de La vera vita in Dio sarebbe Gesù: "Sono io l'autore di questo libro... Nessuno può dire che ciò che è stato fatto fino ad oggi sia venuto da te". E siamo tentati di crederci, solo che ci si rifaccia alla storia di questa donna che, religiosamente parlando, viene dal nulla anzi dal peccato e che, una volta convertitasi, conduce la vita della casalinga con marito e due figli a carico e adempie l'estenuante missione di viaggiatrice per il mondo, seconda  per fare un paragone in ambito cristiano  solo a papa Giovanni Paolo, nel diffondere un messaggio prettamente religioso.
Ella è consapevole che il Signore l'ha eletta a "testimone" della sua volontà misericordiosa e che la manda a "cantare il suo inno d'amore a tutte le nazioni". Non per questo il celeste interlocutore le nasconde che è "la messaggera più tormentata", oltre che "la più privilegiata", dal momento che la sua missione ð"non sarà compiuta  così le rivela  che quando Io permetterò che tu venga crocifissa". E infatti le prove e le sofferenze del testimone avvalorano la sua testimonianza e ne provano l'origine trascendente, così da essere ad essa intrinseche e consustanziali.

"LE CARATTERISTICHE CONTEMPORANEE DELLA BELVA"

La lettura, ma sarebbe più appropriato parlare di meditazione, delle pagine che seguono perde la sua verità qualora prescinda non solo dalla storia personale dell'auditrice-scrittrice nonché veggente, ma soprattutto dalla crisi epocale in atto, che caratterizza "il mondo d'oggi (il quale) va rapidamente consumandosi" (messaggio del 23 dicembre 1993). Crisi epocale che si riflette drammaticamente all'interno della Chiesa stessa, cui sono rivolti due grandi rimproveri: il dramma della disunione tra le confessioni cristiane, specialmente tra cattolici e ortodossi, e l'illanguidirsi della fede con il conseguente generale decadimento dei costumi.
Vassula denuncia con toni drammatici l'apostasia in atto che travolge tutti gli uomini: "peccano quanto respirano!" Tale crisi non solo non risparmierebbe i consacrati (preti e religiosi), ma piuttosto mieterebbe tra le loro fila non poche vittime. Essi "guardano senza vedere e ascoltano senza capire" (7 agosto 1994): sono diventati dei "saccheggiatori" (24 ottobre 1994), dei "mercanti che barattano la verità con la menzogna" (2 marzo 1993). L'implacabile censura ne fa perfino gli "sbirri" della Belva apocalittica, attiva nella chiesa di Dio al punto da ridurla "in cancrena", al centro (si vedano le invettive, classiche nelle mistiche, contro Roma! 1 dicembre 1994) non meno che alla periferia.
E qui trovo una singolare consonanza con l'invito rivolto dal patriarca ecumenico Bartolomeo I (per i rapporti con Vassula, cfr. messaggio del 13 ottobre 1994), durante la visita a Roma nel giugno del 1995, in riferimento all'Apocalisse:
"Chiamiamo tutti ad ascoltare ciò che lo Spirito dice alle Chiese oggi; a intendere la grandezza del pericolo, quando non siamo né freddi né caldi, bensì tiepidi; a renderci coscienti dell'afflizione di Dio, poiché abbiamo abbandonato il nostro amore di prima; ad individuare le caratteristiche contemporanee della Belva; a percepire come propri i gemiti del nostro ambiente naturale per quante sventure gli provoca lo Sterminatore Perdizione e per quanto minaccia la stella chiamata Assenzio, a compiere resistendo alla vita angosciata a causa della perdita dell'immagine del cielo dalla coscienza di molti uomini, la loro rievangelizzazione con l'immagine della nostra attesa escatologica, cioè la Gerusalemme celeste, la visione del nuovo mondo di Dio, della nuova terra e del nuovo cielo".

Tornando alle requisitorie del nostro testo, "il mio Trono è governato dalla carne" - esclama Cristo (25 novembre 1994) -, l'eucaristia è "profanata e calpestata" nella pienezza del suo mistero e l'unione interna della comunità ecclesiale minata da una visione democraticista della Chiesa (si pensi al movimento in atto Noi siamo chiesa contro cui Gesù in questi scritti prende posizione in modo velato ma non equivoco, quando denuncia "un censimento senza consultarmi").Nei messaggi si afferma che l'attuale è la più grande tra le prove che la Chiesa ha attraversato e che, nei disegni divini, costituisce la premessa per la sua più profonda conversione e l'auspicata riconciliazione tra i suoi diversi rami: "la Chiesa è fatta capitolare perché divenga una". Lo stato di apostasia è ancora strisciante - si legge perché vi è chi (si allude al pontefice romano) attualmente trattiene il "Ribelle", il quale si sederà "in Trono nel santuario di Dio" portando l'apostasia alle sue ultime conseguenze.
Ma questo condurrà inevitabilmente al "giorno del disastro", quando "una tempesta di fuoco" purificatore segnerà il tracollo di Satana e dei suoi accoliti: la Bestia e il falso Profeta  ripresi con la terminologia dell'Apocalisse verranno neutralizzati nelle loro perverse macchinazioni. Sarà "come un piccolo giudizio... fatto con rettitudine" (12 aprile 1995) da parte di Dio. "Presto" (31 marzo 1995) dunque, un "presto che avverrà nel nostro tempo" (28 aprile 1995) poiché Cristo ha "deciso di affrettare" il suo ritorno, sarà sciolto il sesto sigillo dell'Apocalisse (22 luglio 1994; cfr Ap 6,1217), quello risolutivo. "Si adempiranno prontamente le profezie" e Cristo tornerà fra noi (9 novembre 1994), per instaurare un'era affrancata dall'insidia dell'Anticristo. Un'era segnata dall'azione dello Spirito Santo, che condurrà tutti gli uomini alla piena conoscenza della verità rivelata da Gesù di Nazaret.

COME DUE MANI GIUNTE

L'evento nodale in un simile scenario, l'evento rivelatore dell'alba dei tempi nuovi  dei "nuovi cieli" secondo il dettato del testo che stiamo introducendo  sarà costituito dall'unione fra le due Chiese sorelle più vicine tra loro: la Casa dell'Est e la Casa dell'Ovest. All'una e all'altra non si lesinano rimproveri (basta rileggere il messaggio del 14 ottobre 1994). Eppure proprio dalla Casa dell'Est, nel momento del sommo travaglio di quella dell'Ovest, verrà "un germoglio di speranza e di rettitudine" (28 aprile 1995), "un uomo di buon auspicio che dal seno della Chiesa restaura il Santuario di Dio", dal quale il "Saccheggiatore" aveva bandito il tesoro più prezioso: l'eucaristia (24 ottobre 1994), il retto culto verso l'umanità del Redentore. L'uomo di buon auspicio si riconcilierà con il fratello dell'Ovest, il papa, e ne sarà indizio eloquente l'unificazione della data della Pasqua (7 dicembre 1994). Questo costituirà la premessa perché l'irrompente grazia dall'Alto faccia sì che Est e Ovest si uniscano come le mani giunte in preghiera, come le mani che elevano congiunte lo stesso Calice (15 giugno 1995), il Santo Graal finalmente ritrovato ai nostri tempi, secondo il vaticinio e l'auspicio del grande Atenagora.
Tutti intuiscono il carattere simbolico e allusivo di questo affascinante e, insieme, conturbante scenario, che ripropone la lettura attualizzata di quel libro che rimane la chiave interpretativa della storia alla luce di Cristo: l'Apocalisse. Si tratta di uno scenario che, con varianti trascurabili, ritorna sotto la penna e nei messaggi di tutto il filone carismatico del nostro secolo. E, infatti, in Vassula si ripropongono tutti gli aspetti caratteristici della moderna "profezia" in ambito cristiano (non solo cattolico). Anzitutto la mobilitazione dell'intera corte celeste, dalla Trinità a Maria, da san Michele all'Angelo custode, da san Paolo a san Francesco a... padre Pio.
Di Cristo si annuncia il "ritorno" - un evento "intermedio" dunque tra il primo e l'ultimo avvento - che si risolverà nella "nuova Pentecoste" (si infittiscono le belle pagine sui doni dello Spirito Santo. Cfr i messaggi del 19 giugno 1995 e, in questo volume, del 6 ottobre e 1 dicembre 1995 e del 9 gennaio e 17 giugno 1996). La figura di Maria, la Donna vestita di sole (leggere i messaggi del 2526 marzo e 3 aprile 1996), campeggia quale "grande Segno", secondo il vaticinio apocalittico, dell'era nuova, di quella "nuova era" di cui il New Age è un eloquente segno dei tempi e insieme una scimmiottatura tipicamente anticristica. A noi discernere, denunciando l'indebita e riduttiva appropriazione da parte di una cultura decadentista, di un dato eminentemente cristico e cristiano!
Infine, il presente testo mette in ancor più intensa luce il ruolo dei Sacri Cuori di Gesù e di Maria (messaggi del 3 e 9 aprile e 28 novembre 1996) nell'attuale ora, nella quale "la salvezza è alle nostre porte".
In questo rocambolesco, se il termine non suonasse banalizzante, intrecciarsi del mysterium iniquitatis con il mysterium pietatis sta tutta la tragica sublimità del momento presente. Anche a noi, ciechi, è chiesto di diventare veggenti, come Vassula Paraskevi, il cui secondo nome (che indica non senza un senso recondito anche il venerdì della Passione) rimanda al santo omonimo che viene invocato per la guarigione della vista, della quale la futura "veggente" restò priva per "tre giorni" dopo la nascita.
Anche a noi è chiesto di "portare sulle nostre spalle il giogo dell'unità" e quindi di diventarne segno. Anche a noi viene raccomandato di "imparare ad amare e ad adorare" Dio, anzi a "trastullarci alla presenza del Signore", come ai suoi tempi faceva Francesco quando non solo "dialogava ad alta voce col suo Signore, rendeva conto al Giudice, supplicava il Padre, parlava all'Amico", ma "scherzava amabilmente con lo Sposo". Il che è come dire trasfigurare la vita in un ininterrotto dialogo d'amore con il Dio d'amore. Fonte di questo dialogo è lo Spirito Santo: "Tu sei la preghiera continua", lo invoca Vassula. Ed egli: "Io sono la preghiera incessante in te". A queste condizioni la profezia contenuta nelle pagine del volume è già divenuta gioiosa e consolante realtà

Antonio M. Gentili (pref. al vol. VIII)



"Vassula ha il suo disegno nella Chiesa e va avanti secondo quello che il Signore le indica e deve rispondere a quello che il Signore le domanda, senza confusione, senza interferenze, però nella massima fraternità, nella massima collaborazione".

Abbé René Laurentin


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